Microfono per registrare la voce in casa: dinamico o a condensatore

A cura di Renata Coslovich, aggiornata il 16 ottobre 2026

In breve

In una stanza che rimbomba la voce suona meglio con un dinamico tenuto vicino alla bocca; in una stanza arredata e silenziosa un condensatore restituisce più dettaglio e più aria. La stanza decide prima del microfono.

Una volta scelto il tipo, restano tre controlli: il guadagno che il microfono chiede all'interfaccia, gli accessori inclusi e il collegamento, XLR o USB.

La scelta fra dinamico e condensatore non è una questione di qualità, ma di ambiente. Questo percorso parte dalla stanza, arriva al microfono e chiude con le cuffie che servono durante la registrazione.

Un microfono dinamico e un microfono a condensatore affiancati davanti a una tenda pesante
  1. Ascolti la stanza prima di scegliere il microfono

    Si metta in piedi nel punto in cui canterà, batta le mani una volta e ascolti. Se dopo il colpo resta una coda metallica, la stanza ha superfici dure e parallele che rimandano il suono: è il caso di molte camere con pavimento in piastrelle e pareti nude. Se il colpo si spegne subito, la stanza è già abbastanza smorzata da arredi, tende e libri.

    In una stanza vivace un microfono dinamico è la scelta prudente. Lo Shure SM58 LC è cardioide, ha il filtro anti-pop integrato nella griglia e una sensibilità di 1,85 mV: raccoglie la voce vicina e lascia indietro quello che arriva da lontano. Il Sennheiser E 945 è supercardioide, quindi ancora più stretto sui lati, con una risposta che sale fino a 18.000 Hz e una sensibilità di 2,0 mV.

    Con questi due la voce si registra a pochi centimetri dalla griglia. La distanza ridotta aumenta i bassi (è l'effetto di prossimità) e dà quel suono pieno e vicino tipico della radio.

    Da controllare: coda del suono nella stanza; figura polare cardioide o supercardioide; filtro anti-pop nella griglia.

    Shure SM58 LC 8,3/10 115 €

    Sennheiser E 945 8,1/10 169 €

  2. Il dinamico da studio per la voce parlata e cantata

    Oltre ai dinamici da palco esistono dinamici pensati per lo studio e la radio, più grandi e con una capsula che lavora bene anche a qualche centimetro in più. Lo Shure SM 7 B ha due commutatori, uno che taglia i bassi e uno che alza i medi, una schermatura contro le interferenze elettromagnetiche (utile vicino a monitor e computer) e un supporto girevole.

    Il suo limite è l'uscita: 1,12 mV, cioè molto bassa. Con un'interfaccia da 50 dB di guadagno la voce arriva debole. Prima di sceglierlo conviene verificare che la scheda arrivi almeno a 60 dB, come la Focusrite Scarlett 2i2 4th Gen con i suoi 69 dB.

    Questo tipo di dinamico rende al meglio con le voci parlate, il rap e il canto rock, dove la stanza non deve sentirsi. Su una voce lirica o su un sussurro intimo il condensatore resta più indicato.

    Da controllare: commutatori di filtro; guadagno richiesto all'interfaccia; schermatura elettromagnetica.

    Shure SM 7 B 8,0/10 399 €

    Focusrite Scarlett 2i2 4th Generation 8,0/10 188 €

  3. Il condensatore quando la stanza lo consente

    Un microfono a condensatore ha una membrana leggera che segue meglio i transienti e le alte frequenze. Il risultato è una voce più aperta, con il respiro e le consonanti ben distinti. La contropartita è la sensibilità: sente anche il frigorifero nell'altra stanza e le riflessioni del soffitto.

    L'Audio-Technica AT2020 ha una capsula da 16 mm, cardioide, con una sensibilità di 14,1 mV e un'uscita che qualsiasi interfaccia gestisce senza sforzo. Il Lewitt LCT 440 PURE usa una capsula da 25,4 mm e arriva con supporto a ragno, filtro anti-pop magnetico e protezione antivento: tutto ciò che serve per montarlo il primo giorno.

    Entrambi chiedono l'alimentazione phantom a 48 V dall'interfaccia. Con un condensatore la voce si tiene a una spanna dalla capsula, non a pochi centimetri come con un dinamico.

    Da controllare: alimentazione phantom a 48 V; rumore della stanza e del computer; accessori nella confezione.

    Audio-Technica AT2020 8,2/10 95 €

    Lewitt LCT 440 PURE 8,5/10 269 €

  4. Filtri, pad e capsule che si adattano alla voce

    Su un condensatore un piccolo commutatore può risparmiare molto lavoro dopo. Il filtro low cut toglie i rumori di calpestio e le vibrazioni che salgono dall'asta; il pad attenua il segnale quando la voce è molto forte, evitando che saturi il preamplificatore.

    L'AKG C214 ha una capsula da 1 pollice a doppio diaframma e un pad da 20 dB, e arriva con sospensione elastica e protezione antivento. Il the t.bone SC 400 ha un diaframma da 1 pollice, supercardioide, con un filtro low cut interno a 100 Hz: la figura stretta aiuta in una stanza con qualche riflessione laterale.

    Il pad è utile soprattutto con cantanti dalla voce potente o quando si registra lo stesso microfono su una chitarra acustica suonata forte.

    Da controllare: pad di attenuazione; filtro low cut; sospensione elastica inclusa.

    AKG C214 7,7/10 379 €

    the t.bone SC 400 7,6/10 49 €

  5. XLR, USB o un microfono che li ha entrambi

    Il collegamento cambia il resto del banco. Un microfono XLR passa per l'interfaccia, che porta guadagno, phantom e uscita cuffie. Un microfono USB contiene già tutto e si collega direttamente al computer: comodo, ma resta un microfono solo, senza possibilità di aggiungerne un secondo sullo stesso canale.

    Il Rode NT1 5th Generation risolve la scelta con il collegamento Dual Connect: dall'uscita XLR va in una normale interfaccia, dall'USB-C funziona da solo con audio a 32 bit a virgola mobile, che rende quasi impossibile saturare la registrazione. Il rumore intrinseco dichiarato è di 4 dBA, molto basso.

    Chi parte con un microfono solo e immagina di aggiungere un'interfaccia più avanti trova in questo tipo di microfono un ponte fra i due momenti.

    Da controllare: uscita XLR; USB o doppia; registrazione a virgola mobile; rumore intrinseco.

    Rode NT1 5th Generation Black 8,9/10 185 €

  6. Le cuffie giuste per sentirsi mentre canta

    Mentre si registra la voce, la base deve restare nelle orecchie e non finire nel microfono. Servono cuffie chiuse, che isolano verso l'esterno, e possibilmente un cavo abbastanza lungo da arrivare dall'interfaccia all'asta.

    Le Sony MDR7506 sono chiuse, a 63 Ω, con un cavo di 1,2 m che richiede l'interfaccia vicina. Le Beyerdynamic DT 770 Pro 80 Ohm hanno un cavo dritto di 3 m e un isolamento che tiene la base dentro anche a volume alto.

    Un consiglio che non costa nulla: abbassi un po' la base in cuffia e tenga scoperto un orecchio. Si canta più intonati quando si sente la propria voce naturale insieme a quella registrata.

    Da controllare: costruzione chiusa; lunghezza del cavo; pressione sulla testa nelle sessioni lunghe.

    Sony MDR-7506 7,7/10 99 €

    beyerdynamic DT-770 Pro 80 Ohm 8,1/10 149 €

Tre banchi pronti

Voce in una camera che rimbomba 1Il primo banco

Un dinamico supercardioide vicino alla bocca e cuffie chiuse con cavo corto.

Sennheiser E 945 169 € + Focusrite Scarlett Solo 4th Gen 133 € + Sony MDR-7506 99 €

Voce parlata con dinamico da studio 4In onda

Un dinamico a bassa uscita con un'interfaccia che ha guadagno abbondante.

Shure SM 7 B 399 € + Focusrite Scarlett 2i2 4th Generation 188 € + beyerdynamic DT-770 Pro 80 Ohm 149 €

Condensatore in una stanza già smorzata 2Il salto di qualità

Un diaframma largo con accessori inclusi e un'interfaccia con preamplificatore generoso.

Lewitt LCT 440 PURE 269 € + Audient iD4 MKII 149 € + beyerdynamic DT-770 Pro 80 Ohm 149 €

Prezzi di riferimento al 16 ottobre 2026.

Cosa può rimandare

  • Un secondo microfono per confrontare i timbri, finché la stanza non è sistemata.
  • Un microfono a valvole, che chiede alimentatore e una stanza silenziosa.
  • [object Object]
  • Un preamplificatore esterno, se l'interfaccia ha il guadagno richiesto dal microfono.

Altri passo passo: Microfonare la batteria con pochi microfoni, Microfono per podcast: USB o XLR, e cosa cambia nella stanza, Il salto al microfono a diaframma largo: cosa cambia davvero.

Ripresa diretta