Quando aggiungere un subwoofer al banco di ascolto

A cura di Renata Coslovich, aggiornata il 16 ottobre 2026

In breve

Il subwoofer arriva per ultimo: dopo i monitor, dopo il posizionamento, dopo un minimo di trattamento della stanza. Serve quando i monitor scendono poco e si lavora su musica con molto basso, non per rimediare a una stanza che rimbomba.

Se il basso cambia molto spostando la testa di pochi centimetri, il problema è la stanza e il subwoofer lo peggiora.

Il subwoofer è l'acquisto che più spesso arriva troppo presto. I passi spiegano come capire se serve, come impostare il crossover e come trovargli il posto giusto.

Un subwoofer da studio sotto la scrivania e due monitor sui supporti sopra
  1. Verifichi che cosa manca davvero ai monitor

    Ogni monitor dichiara il punto in cui la risposta ai bassi comincia a calare. I Presonus Eris 3.5 2nd Gen si fermano intorno a 80 Hz: la cassa di una batteria elettronica e il basso di un brano elettronico si sentono a metà. Gli Yamaha HS 5 scendono a 54 Hz, abbastanza per la maggior parte della musica suonata.

    Il subwoofer ha senso quando la musica che si produce vive sotto i 50 Hz (elettronica, hip hop, colonne sonore) e i monitor non ci arrivano. Per voce, chitarra acustica, podcast o jazz in trio, un buon 5 pollici e un paio di cuffie aperte coprono già tutto.

    Un controllo veloce: ascolti in cuffia un brano di riferimento con molto basso, poi sui monitor. Se in cuffia c'è una nota che sui monitor sparisce, la mancanza è reale.

    Da controllare: limite inferiore dichiarato dei monitor; genere musicale prodotto; confronto con le cuffie.

    Presonus Eris 3.5 2nd Gen 7,6/10 98 €

    Yamaha HS 5 8,1/10 166 €

  2. La stanza prima del subwoofer

    Sotto i 100 Hz ogni stanza ha le sue risonanze: alcune frequenze si rinforzano negli angoli, altre si annullano al centro. Un subwoofer porta proprio quelle frequenze nella stanza, quindi rende più evidenti i difetti. In una camera piccola con pareti parallele il risultato può essere un basso che rimbomba su una nota e sparisce sulla successiva.

    Prima dell'acquisto conviene almeno mettere qualcosa di assorbente negli angoli dietro la postazione e allontanare la scrivania dalla parete. Alcuni subwoofer integrano una correzione: l'IK Multimedia iLoud Sub ha la correzione ambientale ARC integrata per il subwoofer e per i monitor collegati, con allineamento di fase automatico, e un woofer da 6,5 pollici con due radiatori passivi.

    Una correzione automatica aiuta, ma non sposta un nodo della stanza: se il punto d'ascolto cade dove il basso si annulla, si deve spostare la sedia.

    Da controllare: trattamento negli angoli; correzione della stanza integrata; distanza della postazione dalla parete.

    IK Multimedia iLoud Sub 7,6/10 618 €

  3. Il crossover, cioè chi suona che cosa

    Con un subwoofer i monitor non devono più riprodurre i bassi più profondi. Il crossover taglia il segnale verso i monitor sotto una certa frequenza e lo manda al subwoofer. Se il taglio manca, nella zona di sovrapposizione il basso raddoppia.

    Lo Yamaha HS 8S ha un controllo low cut da 80 a 120 Hz per i monitor collegati, un controllo high cut da 80 a 120 Hz per il subwoofer stesso e un interruttore di fase, con risposta da 22 a 150 Hz. Il Presonus Eris Sub 8BT ha un filtro passa-basso variabile da 50 a 130 Hz, un passa-alto a 80 Hz per i monitor e un interruttore di fase.

    Come punto di partenza si imposta il taglio poco sopra il limite inferiore dei monitor: intorno a 80 Hz per un 5 pollici, più in alto per un 3,5.

    Da controllare: filtro passa-alto per i monitor; frequenza di taglio regolabile; interruttore di fase.

    Yamaha HS 8S 8,2/10 538 €

    Presonus Eris Sub 8BT 8,1/10 188 €

  4. Un subwoofer della stessa famiglia dei monitor

    Un subwoofer della stessa linea dei monitor ha già il crossover pensato per loro e un carattere simile. Non è obbligatorio, ma semplifica la regolazione.

    L'ADAM Audio T10S è pensato per i monitor T5V, T7V e T8V, con crossover a 80 Hz, 120 Hz o bypass e risposta da 28 a 120 Hz. Abbinato agli ADAM Audio T5V, che scendono a 45 Hz, permette di tagliare i monitor dove cominciano a faticare.

    Con gli HS 5, lo HS 8S descritto nel passo precedente svolge lo stesso ruolo nella famiglia Yamaha.

    Da controllare: compatibilità dichiarata con i monitor; frequenze di crossover previste; ingressi bilanciati.

    ADAM Audio T10S 7,4/10 425 €

    ADAM Audio T5V 8,3/10 179 €

  5. La posizione si cerca, non si sceglie

    Il subwoofer non va messo dove c'è spazio, ma dove il basso arriva uniforme al punto d'ascolto. Il metodo più semplice: lo si appoggia sulla sedia d'ascolto, si fa suonare un brano con un basso regolare, ci si mette a quattro zampe e ci si sposta lungo la parete davanti. Il punto in cui il basso suona più uniforme è quello giusto per il subwoofer.

    Di solito il risultato è sotto la scrivania, leggermente spostato dal centro, a qualche decina di centimetri dalla parete. Lo KRK S8G4 ha un woofer da 8 pollici, risposta da 34,5 a 133 Hz, interruttori per polarità e sensibilità d'ingresso e crossover regolabile: la polarità va ascoltata in tutte e due le posizioni, tenendo quella che dà più basso al punto d'ascolto.

    Dopo ogni spostamento si ricontrollano livello e fase: bastano pochi centimetri per cambiare l'equilibrio.

    Da controllare: punto d'ascolto come riferimento; interruttore di polarità; distanza dalla parete.

    KRK S8G4 7,9/10 285 €

  6. Il bypass per confrontare con e senza

    Un subwoofer regolato troppo alto è il difetto più comune: il mix sembra potente in studio e risulta povero di bassi altrove. Il rimedio è confrontare spesso l'ascolto con e senza subwoofer, e ogni tanto in cuffia.

    Il KRK S8G4 ha una funzione di bypass tramite un footswitch opzionale, che si preme con il piede senza alzarsi dalla sedia. Il Neumann KH 750 DSP ha un woofer da 10 pollici, risposta da 18 a 750 Hz, quattro modalità LFE e crossover a 80 Hz: è un subwoofer per chi ha già una stanza trattata e monitor della stessa marca.

    Una buona regola di partenza è regolare il livello del subwoofer finché la sua presenza si nota solo quando lo si spegne.

    Da controllare: bypass a pedale o a pulsante; livello d'uscita regolabile; modalità di funzionamento.

    Neumann KH 750 DSP 8,2/10 1.599 €

Tre banchi pronti

Accanto a una coppia di HS 5 2Il salto di qualità

Un subwoofer della stessa linea con taglio a 80 Hz, un'interfaccia con quattro uscite bilanciate e cuffie aperte per il confronto.

Yamaha HS 8S 538 € + MOTU M4 289 € + beyerdynamic DT 900 PRO X 229 €

Accanto a una coppia di T5V 2Il salto di qualità

Il subwoofer pensato per i monitor a nastro, un'interfaccia con uscite di linea dedicate e cuffie aperte.

ADAM Audio T10S 425 € + Audient iD14 MKII 215 € + AKG K-702 179 €

Accanto a monitor da scrivania 2Il salto di qualità

Un subwoofer compatto con correzione ARC, un'interfaccia a due ingressi e cuffie chiuse per le sessioni notturne.

IK Multimedia iLoud Sub 618 € + Focusrite Scarlett 2i2 4th Generation 188 € + beyerdynamic DT-770 Pro 80 Ohm 149 €

Prezzi di riferimento al 16 ottobre 2026.

Cosa può rimandare

  • Il subwoofer stesso, se si registra soprattutto voce, chitarra o podcast.
  • Un secondo subwoofer, utile solo in stanze grandi.
  • Un controller con uscita dedicata al subwoofer, se il subwoofer ha già il suo crossover.
  • I monitor da 8 pollici, che con un subwoofer diventano superflui in casa.

Altri passo passo: Cuffie da studio: chiuse per registrare, aperte per mixare, Monitor da studio in una stanza piccola: misura del woofer e posizionamento, Il primo home studio: cosa comprare e in che ordine.

Ripresa diretta